Importare dalla Cina
La Cina è uno dei maggiori produttori tessili al mondo e portare abbigliamento, tessuti o tessile per la casa dall’origine può convenire molto. Ma il tessile ha le sue particolarità: è leggero ma voluminoso (comanda il volume), reca un’etichettatura obbligatoria di composizione e origine, i suoi coloranti e finissaggi ricadono sotto il REACH, e alcuni tessuti si portano dietro una storia di antidumping. Qui Le spieghiamo come si trasporta, quali imposte ed etichette intervengono e i punti critici perché il Suo capo arrivi pronto per la vendita.
Abbigliamento e tessuto sono leggeri ma occupano volume, quindi il costo è di norma determinato dal volume (CBM). La via abituale è il marittimo: container completo (FCL) per ordini grandi, oppure groupage (LCL) per quantità piccole, condividendo il container. Ben compresso (rotoli, capi in scatole piatte) il tessile sfrutta bene lo spazio.
Il trasporto aereo è riservato a campioni, riassortimenti urgenti o collezioni stagionali che non possono attendere settimane; per il volume non conviene. Curi l’imballaggio contro l’umidità (il tessile viaggia per settimane via mare e può prendere muffa o macchie): sacchetti in polietilene, essiccante e scatole resistenti. Confermi con il fornitore se i capi viaggiano su gruccia o piegati, perché cambia il volume.
Il tessile si classifica come a maglia (HS cap. 61), non a maglia (cap. 62) o «altri manufatti tessili confezionati» come il tessile per la casa (cap. 63). Il dazio all’ingresso nella UE è tra i più alti tra i prodotti di consumo (indicativamente nella fascia alta, secondo capo e fibra), quindi conviene definire la voce con il Suo spedizioniere doganale. L’IVA all’importazione è recuperabile se importa come azienda con il Suo numero EORI e la dichiarazione doganale è intestata a Lei.
Per vendere nella UE è obbligatoria l’etichettatura di composizione fibrosa (Regolamento UE 1007/2011): percentuali per fibra, nella lingua del Paese, più il Paese di origine e le istruzioni di manutenzione. Inoltre, i coloranti e i finissaggi sono soggetti al REACH (coloranti azoici vietati, limiti di sostanze). Non sono «carte doganali», ma senza l’etichettatura corretta il prodotto non si può commercializzare.
La UE esige un’etichetta di composizione fibrosa (Reg. 1007/2011) con le percentuali, più origine e istruzioni di lavaggio. Chieda al fabbricante di cucire l’etichetta corretta in fabbrica: rietichettare a destinazione è costoso e lento.
Certi coloranti azoici che liberano determinate ammine sono vietati e altre sostanze hanno limiti. Esiga dal fornitore un tessuto conforme al REACH; per i capi per bambini il controllo è più severo.
Il tessile cinese si porta dietro una storia di contingenti e dazi antidumping su certi tessuti e fibre (p. es. tessuti sintetici specifici). Oggi la maggior parte dell’abbigliamento non ne è soggetta, ma dipende dalla voce esatta: la confermi prima di acquistare.
È un settore ad alto rischio di violazione di marchio e contraffazione. Se una fantasia, un logo o un design somiglia a un marchio noto, la dogana può trattenere e distruggere la merce. Acquisti design proprio o su licenza e conservi la documentazione.
Per spostare tessile, la scelta abituale è il trasporto marittimo (FCL o groupage). Ci occupiamo anche dello sdoganamento e della conferma della voce doganale. Ha dubbi? Ce lo dica e La consigliamo.
Nota: dazi, soglie e normative (etichettatura, REACH, antidumping, marchi) possono cambiare e dipendono dal capo o tessuto esatto e dal Paese di destinazione. Questa guida descrive la situazione generale alla data di redazione; la confermi con il Suo spedizioniere doganale prima di decidere.
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