Importare dalla Cina
La Cina è la grande officina elettronica del mondo: telefoni, cuffie, caricatori, altoparlanti, wearable e ogni tipo di gadget provengono da lì. L’elettronica di consumo ha tre tratti che la rendono speciale rispetto ad altre merci: molto valore in poco volume (quindi l’aereo conviene davvero), contiene quasi sempre batterie al litio (merci pericolose con regole proprie) e necessita della marcatura CE e RoHS per essere venduta nella UE. Qui Le spieghiamo come si trasporta, quali imposte e certificati intervengono e i punti critici che evitano una spedizione trattenuta.
A differenza di una merce voluminosa, l’elettronica concentra molto valore in poco peso e volume, quindi il trasporto aereo è un’opzione realistica: arriva in giorni e, rispetto al valore del carico, il nolo incide poco. Per ordini grandi o meno urgenti, il marittimo resta il più economico: container completo (FCL) se riempie un container, oppure groupage (LCL) per quantità piccole.
Il fattore che condiziona tutto è la batteria al litio: è considerata merce pericolosa (DG) e l’aereo applica restrizioni severe (batteria sciolta o installata nell’apparecchio, stato di carica, imballaggio omologato e documentazione UN38.3). Curi l’imballaggio antistatico e antiurto; per l’aereo con batterie servirà la scheda tecnica e, secondo il caso, la dichiarazione di merci pericolose.
L’elettronica si classifica nel capitolo 85 a seconda dell’apparecchio: HS 8517 (telefoni e apparecchi di comunicazione), 8518 (cuffie e altoparlanti), 8543 (apparecchi elettrici vari), tra gli altri. Il dazio all’ingresso nella UE è di norma basso o persino 0 % in molti prodotti IT (per l’Accordo sulle Tecnologie dell’Informazione), ma dipende dalla voce esatta: la confermi con il Suo spedizioniere doganale. L’IVA all’importazione è recuperabile se importa come azienda con il Suo numero EORI e la dichiarazione doganale è intestata a Lei.
Per commercializzare nella UE, l’elettronica richiede la marcatura CE (compatibilità elettromagnetica e sicurezza elettrica) e la conformità al RoHS (restrizione delle sostanze pericolose). Molti apparecchi richiedono inoltre la dichiarazione di conformità UE e, se emettono radiofrequenza, la Direttiva RED. La marcatura FCC è statunitense: non sostituisce il CE. Non sono «carte doganali», ma senza di essi il prodotto non si può vendere.
Quasi tutta l’elettronica contiene una batteria al litio (UN3480 sciolte / UN3481 installate): è merce pericolosa classe 9. Le serve il rapporto di prova UN38.3 e, per l’aereo, imballaggio e documentazione specifici. È la prima cosa da chiarire con il fornitore.
Senza marcatura CE e conformità RoHS il prodotto non è legale nella UE, anche se supera la dogana. Chieda al fabbricante la dichiarazione di conformità e i rapporti di prova; li esiga per iscritto prima di pagare.
L’FCC (USA) e il CE (UE) sono marcature diverse. Un prodotto «FCC certified» non vale automaticamente per l’Europa: si assicuri che rechi il CE e la documentazione europea.
La spina e il voltaggio devono essere europei; molti apparecchi cinesi arrivano con spina di tipo A/US. Lo confermi per non ricevere merce inutilizzabile sul Suo mercato.
Per il suo valore, l’elettronica viaggia spesso in trasporto aereo (rapido) o in marittimo (più economico per ordini grandi). Poiché contiene batterie al litio, attenzione al regime delle merci pericolose. Ha dubbi sul modo più adatto a Lei? Ce lo dica e La consigliamo.
Nota: dazi, soglie e normative (CE, RoHS, RED, regole DG delle batterie al litio) possono cambiare e dipendono dall’apparecchio esatto e dal Paese di destinazione. Questa guida descrive la situazione generale alla data di redazione; la confermi con il Suo spedizioniere doganale prima di decidere.
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